Un être profondément structuré

Bernard e Anne Frinking (1925 e 1930)

Fu a Parigi, nel 1945, che vedemmo Lanza del Vasto per la prima volta. Bernard l’aveva sentito parlare alla radio e, improvvisamente, lo vediamo lì, sul marciapiede opposto! Lo abbiamo seguito sul Boulevard Raspail, per una decina di metri, poi si è infilato in una stradina laterale.

Questa prima visione ci colpì molto. Quest’uomo aveva una tale presenza! Dava ben più che una speranza, mostrava di avere una forza, una dignità, una libertà interiore… Era nobile e bello, eppure non cercava di sedurre. La sua parola, la sua statura, la sua prestanza ci hanno colpito, erano quelli di un essere profondamente strutturato. In quel dopo guerra in cui tutti aspiravano solo ad un benessere materiale, era un segno davvero forte. In seguito abbiamo anche scoperto in lui l’uomo d’azione e l’uomo pubblico, ma a quel momento era solo se stesso.

Incarnava un ideale di cui avevamo bisogno dopo la guerra. Gli americani erano onniprensenti, accolti come modelli dai giovani che volevano ricostruire un mondo migliore. Ma per noi che frequentavamo i fratelli di San Francesco, attenti alla povertà, la parola di Shantidas arrivava al momento giusto. Il suo commentario del Vangelo, che teneva per un gruppo di uditori a Parigi, ci ha molto colpiti e ne siamo diventati assidui frequentatori.

Alcuni momenti di intensa bellezza. Abbiamo poi raggiunto la nascente comunità, a Tournier, quando avevamo apena avuto il nostro primo bambino.  Abbiamo trovato un Lanza più severo, più sentenzioso. Ma anche nel suo cattolicesimo rigoroso, c’erano sempre grandi ventate d’aria fresca. Si inventava la vita giorno per giorno, con momenti di intensa bellezza! Poi andammo a Tourettes-sur-Loup, e ricordo un indimenticabile festa di San Giovanni  su quell’altopiano, plasmato da un’enorme colata di lava, dove abbiamo danzato attorno al fuoco…

Nel 1954, quando Shantidas tornò dal suo secondo viaggio in india, era tutto illuminato dal suo incontro con Vinoba. Siamo andati a trovarlo nel luogo dove si era isolato per scrivere del suo viaggio. Ci ha allora interpellati proponendoci di partire per l’India. Il capitano di una nave ci ha pagato il viaggio in terza classe, in una nave che portava dei soldati in Indocina… Siamo partiti con I nostri due bambini e siamo rimasti due anni nell’asshram che fu quello di Gandhi, a Sevagram, dove Bernard insegnava la costruzione edile ai ragazzi delle scuole. Sono stati anni straordinari. Eravamo ammirati dal loro modo di vivere il Vangelo, molto più genuino che in occidente.

Al ritorno, malgrado la gioia di ritrovare il nostro paese, abbiamo dovuto rielaborare questa esperienza così forte delle lunghe marce con Vinoba, e della vita quotidiana così intensa. Tutto questo, assieme ad un profondo bisogno di ritrovare una vita all’interno della Chiesa dopo questo tuffo nell’induismo, ci aveva un poco allontanato da Shantidas. Continuando il nostro cammino fuori dalla comunità, abbiamo ascoltato il nostro desiderio più profondo e siamo entrati nella Chiesa Ortodossa. Ma siamo sempre rimasti in contatto e felici di ritrovare i nostri fratelli e sorelle dell’Arca !