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Lanza del Vasto, personalità attuale per gli ecologisti

 

Articolo corto e interessante pubblicato su Mediapart.  Benjamin Joyeux, giurista specializzato in diritto dell’ambiente e collaboratore del Gruppo EE-LV al Parlamento Europeo.  Il recente libro di Fréderic Rognon, nella collezione “Les précurseurs de la décroissance” ha attirato la sua attenzione…

lanzadelvasto

Durante i miei studi di ecologia sono stato in contatto con i movimenti che si occupavano di difesa dei senza terra, in India, vicini al Mahatma Gandhi, e pensavo che una personalità come Lanza del Vasto fosse conosciuta ben oltre i gruppi di decrescita amici della comunità dell’Arca. Di fatto non è così, e Lanza del Vasto rimane ancora troppo poco conosciuto. Ecco quindi un piccolo libro per rimediare a questa lacuna :

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Nato nel sud Italia nel 1901 e morto 80 anni dopo, Lanza del Vasto ha attraversato il ventesimo secolo e ha abbordato sia nella sua opera letteraria che nella sua vita pratica tutte le grandi problematiche che oggi sono pienamente attuali. Crisi dell’ambiente, crisi sociale, crisi morale;  durante tutta la sua vita Lanza del Vasto, sia sperimentando concretamente che attraverso la sua riflessione, ha cercato di rispondere alle impasse della civiltà produttivista. Spesso qualificato come “gandiano d’Occidente”, egli ha percorso a lungo l’India e vissuto in un ashram vicino al Mahatma Gandhi, che ha incontrato per la prima volta nel 1937 (incontro descritto nella sua opera Il pellegrinaggio alle sorgenti, pubblicato nel 1943). Deciso a vivere in India al fianco di Gandhi, quest’ultimo convincerà Lanza (o “Shantidas”, “Servitore di pace”, sopranome datogli da Gandhi) a tornare in Europa per promuovere la non-violenza, la sobrietà e la lotta contro le ineguaglianze e la distruzione dell’ambiente. Di ritorno in Europa, mentre questa è devastata dalla Seconda Guerra Mondiale, Lanza del Vasto pone le basi di quelle che diventeranno le Comunità dell'Arca, insieme di uomini e donne mossi da una volontà commune di mettere in pratica nel quotidiano, radicalmente, i principi della non-violenza, sul modello degli ashram indiani di Gandhi. L’elogio della vita semplice che Lanza del Vasto auspica per il mondo, egli comincia ad applicarla prima di tutto a sè. Egli non cesserà poi di battersi contro tutte le guerre del suo tempo, la Guerra d’Algeria, la Guerra del Vietnam, e anche contro l’installazione delle centrali nucleari, così come al fianco dei contadini del Larzac contro l’estensione di un campo militare (al riguardo, José Bové iscrive le sue lotte nella filiazione diretta di Lanza del Vasto), ecc… Lanza del Vasto era ugualmente, come Gandhi e tutti quelli e quelle che cercano di essere perfettamente coerenti nel rispetto della vita, un vegetariano convinto. In poche parole, Lanza era un precursore della decrescita che merita di essere molto più conosciuto. Grazie quindi a Frédéric Rognon ! Per coloro che vogliono avere maggiori informazioni su Lanza del Vasto e la sua opera : Lanza del Vasto ou l'expérimentation communautaire, Frédéric Rognon, ed. Le passager clandestin, 2013.

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« Se disapprovi la mensogna, lascia la città. Se disapprovi la banalità, non leggere il giornale. Se disapprovi la bruttezza di questo secolo, getta lontano da te ciò che esce da una fabbrica. Se disapprovi la macelleria, cessa di mangiare carne. Se disapprovi il bordello, guarda ogni donna come tua madre. Se disapprovi la guerra, non serrare mai i pugni. Se disapprovi le costrizioni della miseria, spogliati liberamente. »

Lanza Del Vasto, Principes et préceptes du retour à l'évidence

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